I giornali e la morale pubblica (atto 3°)

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Oggi leggo sul giornale della zona che si è attivato un comitato per controbattere alle multe in Via Balicco, la via “trappola” che ha tartassato i poveri automobilisti. Posso solo dire che, per mia esperienza personale, non ho più percorso quella via dal quando è stata resa zona ztl nel dicembre 2010. Tanti l’hanno fatto invece, salvandosi in questi anni grazie alla non presenza di telecamere o agenti.  Poi da quando è partito il “grande fratello”, sono iniziati i dolori. 

Questa è l’Italia signori. Anche quando hai torto, hai ragione. Anche quando hai perso, hai vinto. 

I giornali e la morale pubblica (bis)

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Le  22mila multe , come avevo intuito ero pompate dal numero dei “recidivi” nelle zone a traffico limitato. “Purtroppo” però sembrerebbe che l’assessore competente non abbia intenzione di fare “condoni” o avere ripensamenti, almeno se non per casi eccezionali:

Abbiamo fatto tutte le informazioni previste per legge. Abbiamo istituito un mese di presidio fisico, con degli agenti ai varchi. E su tutti i giornali è stato lanciato l’avviso ad ogni riprese…

I  multati recriminano però sull’arrivo dopo 60 giorni (per legge il max è 90gg) della prima multa. Una più repentina comunicazione li avrebbe chiaramente spinti a non ripetere l’effrazione.

Un scusa che accetterei solo in caso di cattiva visibilità dei varchi ZTL. Credo che segnaletica orizzontate più segnaletica verticale, con tanto di tabellone luminoso con la scritta “ATTIVO” sia più che sufficiente, perché “Ignorantia legis non excusat“.

I giornali e la morale pubblica

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Leggendo questa civetta esposta oggi davanti alle edicole della mia città mi sono domandato perché abbiano usato la parola “strage” , cioè una cosa brutta, per delle multe. Certo, chi non ha preso una multa in vita sua? Chi non le odia? Io sono il primo di questa lista (non in numero di multe, almeno spero ;)) ma è anche per questo che cerco di evitarle: utilizzo il più possibile i mezzi pubblici o  vado a piedi e se uso l’automobile non vado nelle zone pedonali ,non lascio l’auto in divieto di sosta, pago il parcheggio o meglio ancora cerco quei pochi gratuiti o ad tempo che sono rimasti. Cioè faccio l’indispensabile per essere civile.

So che il titolo sulle locandine serve anche ad attirare il lettore, a vendere. Già il fatto di chiamarsi “civetta” spiega il tutto ma mi sarebbe piaciuto leggere un titolo diverso, direi educativo:

22mila multe in due mesi: le nuove telecamere fanno giustizia

Perché è di questo che si tratta.

Risvegliati Italia!

(continua…)