L’arte di passare dalla parte del torto

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Non poteva sintetizzare meglio il mio pensiero il nobel Dario Fo sulla questione odierna di Grillo contro i giornalisti “critici”. Un metodo da gogna estremamente sbagliato come risposta a queste parole di una giornalista dell’Unità:

Ogni giorno una pagliacciata dei grillini, […] fanno casino, […] dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano, […] inscenano gazzarre, […] sono succubi di Berlusconi”

Chi tira in ballo di diritto di critica non sa di cosa parla. Come si legge su Wikipedia il diritto di critica ha dei limiti e cioè “come il diritto di cronaca, il giudizio deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto” . Qui includiamo il premier Letta e tutti quelli che oggi parlano di “fascismo mediatico” (Forza Italia) o “simil-editto bulgaro” (Partito Democratico). Persone che di fatto hanno attuato o accettato i vari editti di questi anni e portato l’Italia al 57° posto al mondo per libertà di stampa, e ora, pur di attaccare il nemico comune difendono i giornalisti a spada tratta (almeno finché un’inchiesta non riguardi loro). Con quale credibilità? Con quale faccia?
Ribadisco un altra volta la mia contrarietà a certi trattamenti ma con la speranza che la libertà di critica, come sancisce l’articolo 21 della nostra Costituzione, la si utilizzi maggiormente su fatti veri . “Non aver fatto niente per il popolo italiano” è una menzogna, lo dimostrano i fatti.

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Il Ministero della Verità non muore mai

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Nel maggio del 2008 mi inventai blogger (vabbè, come fanno tutti potreste dirmi) e da quel momento in poi iniziai a scrivere (molto male, sopratutto grammaticalmente) per tre anni sul mio blog 2PIU2UGUALE5.  La successiva collaborazione ad un vero sito giornalistico come Diritto di Critica (e di questo ringrazio ancora tutti loro per la grande fiducia ripostami) mi auto impose un vero e proprio miglioramento, sviluppatosi gradualmente col tempo e il tanto aiuto di veri e propri professionisti. La sola terza media e i due anni di alberghiero purtroppo svilivano (e lo fanno ancora)  il mio povero italiano.

Ad un tratto però ho mollato tutto. “Il tempo è quello che è” si dice di solito. Certo, anche quello aveva il suo peso ma sopratutto era una questione di voglia. Non c’era più. Almeno di scrivere. Da blogger “solo critiche e niente fatti” sono passato all’azione nei 5 Stelle della mia città, culminando la mia partecipazione “attiva” nelle ultime elezioni politiche. Un ottima esperienza, tante brave persone, tanta voglia di fare, di cambiare. Purtroppo però essendo proprio solo persone, abbiamo tutte dei limiti, dei difetti e soprattutto visioni diverse del mondo e di cosa si è disposti o non disposti a farsi andar bene. Così ognuno per la propria strada  e senza rancore.

Ora proverò a ripartire da dove avevo finito due anni fa. Nuova piattaforma, nuovo entusiasmo. Stesso sito (almeno nel nome) e purtroppo stessa Italia. Certo non in tutti i suoi nomi di rilievo pubblico ma purtroppo ancora nella mentalità “distratta” di tanti suoi cittadini. L’Italia non può essere ancora ferma al 1963 de “Gli onorevoli”. Sembra proprio il momento di dire basta, no?

Risvegliati Italia!