I partiti non rinunciano ai soldi pubblici

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Lo spiega molto onestamente Gilioli sul suo blog.  E’ la balla del giorno, non credeteci. “Abolizione” in italiano vuol dire “cessazione definitiva” . Se prendono ancora soldi pubblici, di definitivo non c’è un piffero.  

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I giornali e la morale pubblica (atto 3°)

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Oggi leggo sul giornale della zona che si è attivato un comitato per controbattere alle multe in Via Balicco, la via “trappola” che ha tartassato i poveri automobilisti. Posso solo dire che, per mia esperienza personale, non ho più percorso quella via dal quando è stata resa zona ztl nel dicembre 2010. Tanti l’hanno fatto invece, salvandosi in questi anni grazie alla non presenza di telecamere o agenti.  Poi da quando è partito il “grande fratello”, sono iniziati i dolori. 

Questa è l’Italia signori. Anche quando hai torto, hai ragione. Anche quando hai perso, hai vinto. 

Il Ministero della Verità non muore mai

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Nel maggio del 2008 mi inventai blogger (vabbè, come fanno tutti potreste dirmi) e da quel momento in poi iniziai a scrivere (molto male, sopratutto grammaticalmente) per tre anni sul mio blog 2PIU2UGUALE5.  La successiva collaborazione ad un vero sito giornalistico come Diritto di Critica (e di questo ringrazio ancora tutti loro per la grande fiducia ripostami) mi auto impose un vero e proprio miglioramento, sviluppatosi gradualmente col tempo e il tanto aiuto di veri e propri professionisti. La sola terza media e i due anni di alberghiero purtroppo svilivano (e lo fanno ancora)  il mio povero italiano.

Ad un tratto però ho mollato tutto. “Il tempo è quello che è” si dice di solito. Certo, anche quello aveva il suo peso ma sopratutto era una questione di voglia. Non c’era più. Almeno di scrivere. Da blogger “solo critiche e niente fatti” sono passato all’azione nei 5 Stelle della mia città, culminando la mia partecipazione “attiva” nelle ultime elezioni politiche. Un ottima esperienza, tante brave persone, tanta voglia di fare, di cambiare. Purtroppo però essendo proprio solo persone, abbiamo tutte dei limiti, dei difetti e soprattutto visioni diverse del mondo e di cosa si è disposti o non disposti a farsi andar bene. Così ognuno per la propria strada  e senza rancore.

Ora proverò a ripartire da dove avevo finito due anni fa. Nuova piattaforma, nuovo entusiasmo. Stesso sito (almeno nel nome) e purtroppo stessa Italia. Certo non in tutti i suoi nomi di rilievo pubblico ma purtroppo ancora nella mentalità “distratta” di tanti suoi cittadini. L’Italia non può essere ancora ferma al 1963 de “Gli onorevoli”. Sembra proprio il momento di dire basta, no?

Risvegliati Italia!