L’arte di passare dalla parte del torto

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Non poteva sintetizzare meglio il mio pensiero il nobel Dario Fo sulla questione odierna di Grillo contro i giornalisti “critici”. Un metodo da gogna estremamente sbagliato come risposta a queste parole di una giornalista dell’Unità:

Ogni giorno una pagliacciata dei grillini, […] fanno casino, […] dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano, […] inscenano gazzarre, […] sono succubi di Berlusconi”

Chi tira in ballo di diritto di critica non sa di cosa parla. Come si legge su Wikipedia il diritto di critica ha dei limiti e cioè “come il diritto di cronaca, il giudizio deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto” . Qui includiamo il premier Letta e tutti quelli che oggi parlano di “fascismo mediatico” (Forza Italia) o “simil-editto bulgaro” (Partito Democratico). Persone che di fatto hanno attuato o accettato i vari editti di questi anni e portato l’Italia al 57° posto al mondo per libertà di stampa, e ora, pur di attaccare il nemico comune difendono i giornalisti a spada tratta (almeno finché un’inchiesta non riguardi loro). Con quale credibilità? Con quale faccia?
Ribadisco un altra volta la mia contrarietà a certi trattamenti ma con la speranza che la libertà di critica, come sancisce l’articolo 21 della nostra Costituzione, la si utilizzi maggiormente su fatti veri . “Non aver fatto niente per il popolo italiano” è una menzogna, lo dimostrano i fatti.

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